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Pubblicità online 2016, sbancano mobile, video e social

advertising 2016

Ormai i festeggiamenti e le abbuffate sono un lontanissimo ricordo, è tempo di bilanci e di verificare se le previsioni 2016 siano state confermate e guardare al futuro. La spesa nell’adv online è cresciuta e a supportare la spinta degli investimenti sono stati soprattutto: mobile, video e social.

La crescita del mobile è inarrestabile

Se per la maggior parte delle volte rappresenta una navigazione complementare al pc, per il 39% degli utenti italiani la navigazione giornaliera è solo mobile, una percentuale che supera gli utenti solo desktop. Se gli utenti si sono spostati considerevolmente sullo smartphone, non si può dire la stessa cosa ancora per gli investimenti pubblicitari, ciò perché gli utenti convertono maggiormente da pc e soprattutto per la difficoltà di monitorare quanto queste conversioni in realtà siano stimolate o generate indirettamente dal mobile.

Video is the King: il formato adv con il più alto tasso di crescita

Infatti il 2016 dovrebbe essersi chiuso con una quota di 490 milioni, +34% rispetto al 2015. Nonostante, la maggior parte degli investimenti e delle revenue derivino da formati in-stream, lato advertiser 81% degli investimenti, l’out-stream ha rivoluzionato il mercato e comincia a captare investimenti importanti, lato advertiser il 64%. Quest’anno si è innescato un circolo virtuoso, per cui se da un lato agenzie e concessionarie hanno creato formati impattanti e inseriti in un contesto nativo, anche la comunicazione è cambiata, dato che il formato si presta, sempre più advertiser hanno scelto creatività, che seguono più la linea dello storytelling, che del messaggio stand alone. La crescita è soprattutto legata al mobile, anche per la disponibilità di una varietà di formati che nascono strizzando l’occhio in primis alla user experience da smartphone.

Le mobile app come touchpoint con una propria identità

È aumentata la consapevolezza che le mobile app sono degli asset aziendali, che vanno non solo strategicamente ideate e sviluppate, ma anche valorizzate, puntando sulla retension, espressa dal life time value dell’utente, più che sul numero di dowload, e supportate con attività specifiche di adv, aggiornate con l’ASO, app store opimization, e che l’utente va stimolato con attività di re-call, come per esempio push notification ed email, al fine di aumentare l’utilizzo dell’app e diminuire il tasso di disinstallazione.

Cambiano le modalità di acquisto dell’inventory

Cresce l’acquisto di inventory in programmatic, che permette maggiore efficienza, controllo e trasparenza. La tendenza del 2016 è destinata a confermarsi nel 2017, soprattutto perché molta inventory con formati video sarà disponibile in programmatic, mentre ad oggi è acquistabile in direct e perché la definizione dell’audience arricchita dai dati sta diventando la norma.

Continuano a crescere gli investimenti sui social network

Gli investimenti sui social network hanno assorbito una buona fetta di budget media, nonché crescente rispetto all’anno precedente. A far la parte da leone Facebook, che nel 2016 ha confermato la vocazione mobile first e rafforzato l’offerta video. Questo nonostante, gli errori, non da poco, di calcolo nella misurazione delle metriche video, infatti si parla di una stima superiore del 80% delle view negli ultimi due anni. Se dal punto di vista advertiser, le valutazioni sono varie, dal punto di vista industry, c’è unanimità nel chiedere quanto sia corretto, lasciare che una piattaforma possa misurare se stessa senza alcun controllo terzo.

About davide.tran

Co-founder di AdKaora, mi occupo da sempre di performance, soluzioni digitali innovative ed analisi di dati. Nella consapevolezza di essere un digital fighter.

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