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Stiamo diventando Mobile-First Consumer?

mobile consumer

In un passato ormai remoto ai più, la connessione ad internet avveniva grazie al computer: rumorosi modem 56k ti permettevano di raggiungere siti web con una velocità imbarazzante per gli standard attuali mentre  oggi, con l’arrivo dell’ADSL e della fibra ottica, si può parlare sempre più di banda ultralarga.

La rivoluzione digitale ha nel medesimo tempo cambiato tutte le carte in tavola: il computer non è l’unico device ma piuttosto, insieme agli smartphone e ai tablet, rappresenta la compagine d’accesso alla rete. Il web, insomma, smette di essere un privilegio per chi si trova a casa o in ufficio.

Oggi possiamo anche parlare di una pianificazione dei contenuti in base al concetto di multi-screen device? Assolutamente sì.

E mentre l’ecosistema mobile continua a crescere, il report della Global Web Index ci suggerisce uno dei sorpassi storici nella storia del digitale: “Mobile devices are getting closer to supplanting PCs and laptops as the dominant internet access point”. I device mobile supereranno i computer fissi come punti di accesso a internet, il che , detto in altre parole, significa che stiamo diventando Mobile-First Consumer.

A oggi i PC e i laptop sono ancora i device preferiti per connettersi a internet e verrebbe da dire che siamo ancora lontani dal sorpasso. L’anticipo di un cambiamento in tal senso è però già in atto: guardando il grafico in basso, i dati parlano chiaro e mentre l’uso dei dispositivi fissi rimane stabile, in leggera flessione, la quantità media di tempo trascorso online via smartphone è aumentata negli ultimi anni.

mobile

Questa tendenza non mostra segni di rallentamento.: su tre minuti spesi online, uno è via mobile: gli smartphone stanno rubando ore di navigazione ai computer, nonostante occupino adesso1/3 del tempo trascorso su internet confermandoci che la crescita di questa tendenza si manifesta di trimestre in trimestre.

La popolazione Mobile-First Consumer

Quali sono le caratteristiche demografiche? Queste persone hanno un’età o almeno un segmento di riferimento? Riusciamo ad avere qualche informazione in più sulle abitudini? Il primo dato utile è proprio l’età e non stupisce il risultato delle analisi.

L’uso dello smartphone è inversamente proporzionale all’avanzare dell’età: i giovani, come spesso accade in questi casi, sono a proprio agio con il mobile, le persone comprese tra i 16 e i 24 anni moltiplicano per 5 il tempo trascorso online via smartphone rispetto alle persone tra i 55 e i 64 anni mentre per quanto riguarda il genere, invece, non ci sono grandi differenze.

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Tutto questo si traduce in una continua evoluzione dei mercati e delle attività legate al marketing: aumenta il numero delle persone che usano i dispositivi mobile per connettersi a internet, aumentano le ore trascorse sul web attraverso smartphone e tablet, aumentano di conseguenza gli investimenti i social e video advertising.

Quindi si trasformano anche le strategie di vendita, le promozioni delle app, il lavoro sulle inserzioni Facebook. Operare nel settore web marketing vuol dire conoscere bene il proprio pubblico, ma non solo per quanto riguarda bisogni e desideri. E’ necessario comprendere quali strumenti il proprio pubblico usa per creare la propria dieta mediatica. E proprio qui ci sono delle risposte chiare: il consumo di internet si sta spostando verso il mobile.

Cosa fanno le grandi aziende?

Si muovono verso la direzione che la gente ha scelto di seguire, ottimizzano i risultati e i contenuti grazie a questi dati. Facebook è una mobile company che punta sul mercato di smartphone e tablet: nell’ultimo trimestre del 2014 il 69% degli incassi (oltre 3 miliardi di dollari) è arrivato dal mobile.

L’ottimizzazione dell’interfaccia è all’ordine del giorno. Idem per Google: più della metà delle 100 miliardi di ricerche mensili arriva dal mobile (The Verge). Per Mountain View, quindi, un sito web attento a queste dinamiche va incontro alle esigenze dell’utente, quindi essere mobile friendly diventa un segnale di ranking.

Stiamo diventando un popolo di Mobile-First Consumer?

Un segnale importante? Meno importante? Non è questo il punto: per Google al centro di ogni strategia c’è l’individuo. Il pubblico. E nella serp mobile è apparsa anche un’etichetta sotto ai risultati che indica la possibilità o meno di navigare su un sito adatto agli smartphone. E a prescindere dal posizionamento, questo è un fattore che influenza i click al sito.

D’altro canto WordPress, uno dei CMS più utilizzati del web, fa da spalla a BigG e lancia Accelerated Mobile Pages. Un framework che dovrebbe diventare standard della rete per ottenere pagine web più ricche e semplici da caricare. La definizione (fonte www.ampproject.org):

“The Accelerated Mobile Pages (AMP) Project is an open source initiative that embodies the vision that publishers can create mobile optimized content once and have it load instantly everywhere”.

Le grandi aziende del web, quindi, seguono il trend. Le persone usano il mobile per migliorare la propria vita, integrano le tecnologie digitali nel flusso quotidiano per ottenere vantaggi, per migliorare il flusso di lavoro, per organizzare la propria vita privata. Le grandi aziende seguono, adattano le proprie strategie e si muovono verso la direzione dei Mobile-First Consumer.

Il rapporto è dialogico? Siamo noi che ci adattiamo alle tecnologie o viceversa? A te la parola!

About riccardo.esposito

Sono un webwriter freelance, aiuto le aziende e gli imprenditori a comunicare online. Mi occupo di nuove tecnologie, social media, scrittura online. Il mio motto? Il mio regno per un post.

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