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Mobile Proximity

mobily proximity

Dall’advertising alle promozioni in store, dalla profilazione all’offerta di servizi.

Cosa s’intende per mobile proximity e come l’Internet of Things può essere usato per il proprio business?

C’è sempre stata un separazione immaginaria tra mondo fisico e mondo digitale, ma questo confine, con l’avvento dei dispositivi mobili e tecnologie largamente diffuse e accessibili a basso costo, è sempre più labile e questo apre orizzonti nuovi di iterazione delle persone con quel che li circonda in prossimità.

Proximity App

I dispositivi mobile come smartphone, tablet, smartwatch e smartglass e in generale tutti i dispositivi wearable futuribili con tecnologie Wi-fi, GPS e Bluetooth (ma anche NFC) rappresentano il primo strumento necessario per iniziare l’iterazione e il secondo step è installarvi una proximity app, ovvero un’app che permette di dare voce a luoghi e oggetti rendendoli capaci di dialogare a distanza con il proprio device (internet delle cose) esaltando il concetto di prossimità per l’utente senza ridursi ad un mero dialogare tra macchine.

Aumentare la user experience è infatti il fine ultimo di questa classe di applicazioni, e per questo non sono semplicemente mezzi per promozioni o espedienti nelle mani dei marketer, ma potenti alleati anche di clienti, turisti, cittadini.

Scoprire in anticipo le possibilità legate all’economia delle cose parlanti” potrebbe essere un investimento lungimirante e proficuo.

Le applicazioni di “vicinanza” sono caratterizzate da un sistema in grado di rilevare la presenza di una persona, o più precisamente quella del suo dispositivo mobile, all’interno di un’area specifica o di valutare la sua distanza rispetto a un punto predefinito. Più le tecnologie impiegate sono precise, più le possibilità di interagire e sperimentare nuove soluzioni aumentano.

Passbook, ora Apple Wallet, è per esempio una proximity app che permette di collegare a sconti, biglietti per eventi o copuon regalo che sono stati aggiunti dall’utente dei specifici messaggi attraverso notifiche push in base ad aree del punto di interesse dove è possibili usarli o interagire con essi.

mobile proximity

Beacons e iBeacons

L’altro “oggetto” che rende possibile questa connessione tra mondo fisico e digitale sono i Beacons, letteralemente traducibili come fari ovvero segnalatori la cui funzione principale è quella di tracciare la precisa posizione di un utente all’interno di un locale chiuso e collegarvi una precisa interazione con la proximity app.

proximity app

Le caratteristiche principali di questi dispositivi sono il basso costo e le dimensioni molto contenute e che, seppur alimentati da una minuscola pila, sono in grado di mandare segnali per mesi o anche anni senza esaurire l’energia (alcuni sono anche solari). Inoltre  il raggio di questo segnale può estendersi, a seconda della potenza impostata da 1 a 50 metri.

 

Nel 2013 Apple ha introdotto un tipo particolare di tecnologia, che estende la funzione dei servizi di localizzazione indoor in iOS, chiamata iBeacon.

iBeacon è un segnalatore Bluetooth che comunica secondo determinate caratteristiche:

manda un segnale con una intermittenza inferiore al secondo, ovvero, solitamente, 10 segnali al secondo;

  • può essere rilevato da applicazioni specifiche installate sullo smartphone, o altro device mobile, grazie a un sistema di identificativi;
  • il device si accorge della presenza di un iBeacon e può far scattare notifiche o contenuti ad esso associati;
  • consente al device una stima della distanza dal beacon con una notevole precisione.

notifiche
Google stesso si sta mostrando molto interessato alle opportunità di business connesse e ha sviluppato soluzioni proprie, ma aperte, e Samsung sta dotando i suoi device della tecnologia che ha chiamato appunto “proximity”. Anche se l’iBeacon è una tecnologia di Apple, tutti i dispositivi equipaggiati con BLE (Bluetooth Low Energy che preserva la batteria del dispositivo) possono rilevare e dialogare con gli iBeacon: questo vuol dire che le stesse applicazioni e gli stessi vantaggi si hanno anche ad esempio su dispositivi Android.

Per quanto riguarda gli iBeacon, la differenza rispetto ad Android o Windows è che Apple supporta il protocollo a livello di sistema operativo, consentendo una gestione ottimale del risparmio energetico, una precisione maggiore nella calcolo delle distanze e supportando un sistema di notifiche più evoluto, infatti le notifiche arrivano anche per app non avviate.

Spunti per l’utilizzo del mobile proximity

Il mobile proximity può adattarsi perfettamente alle esigenze di qualsiasi business e rivelarsi un potente alleato nelle strategie di content marketing.

utilizzo mobile proximity

Dare voce a luoghi e oggetti, renderli capaci di dialogare a distanza con i nostri smartphone costituisce una risorsa per utenti, clienti e aziende, turisti e tour operator, per agenzie di comunicazione, per musei, e per chiunque abbia qualcosa da mostrare.

La possibilità di far narrare storie e far parlare spazi, aziende, negozi, le opere e il territorio tutto, è un modo di arricchire l’esperienza del visitatore/cliente. Se vuole ricevere gli aggiornamenti può farlo senza sforzi, senza dover acquistare audioguide o cartine, senza dover ricorrere a depliant, brochure senza effettuare ricerche, riceve direttamente dagli oggetti tutte le informazioni, gli extra, le offerte, le promozioni di cui ha bisogno qui e ora e può essere accompagnato in percorsi esperienziali nuovi e interattivi.

Proviamo a immaginare l’utilizzo di strumenti di mobile proximity come iBeacon all’interno di un negozio di abbigliamento: il cliente scarica l’app e avvicinandosi al negozio riceve informazioni relative al punto vendita stesso, ha la possibilità di condividere sui social network lo store in cui si trova e magari ricevere un coupon o un invito ad un evento esclusivo. Può fare il login con Facebook o lasciare i suoi dati per essere contattato e ricevere nuove informazioni/promozioni sul punto vendita o ancora dopo 5 check-in nello stesso store ricevere una promozione a lui dedicata.

Le grandi possibilità di personalizzazione di iBeacon permettono inoltre di inviare informazioni non solo sul negozio stesso ma sull’espositore specifico di fronte a cui si trova il cliente: questo significa ad esempio che il cliente che si trova nel settore maglieria può ricevere informazioni dettagliate sul prodotto e su come averlo.

A nostro avviso la portata del fenomeno del mobile proximity è quanto mai vasta e il suo sviluppo sarà the next big thing, tu che ne pensi?

 

About salvatore.scarfo

Client Manager in Wise Emotions, è il digital enthusiast per definizione. Ama il mondo StartUp e organizza eventi per promuovere la cultura dell'innovazione tecnologica in Italia.

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