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Telegram vs Facebook Messenger: il confronto tra due colossi dell’instant messaging

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Le app di messaggistica stanno inesorabilmente rivoluzionando la comunicazione. L’Instant Messaging ha influenzato il modo di comunicare di tutti noi, modificando profondamente le abitudini degli utenti e diventando parte integrante del loro quotidiano, degli oggetti e dei servizi che siamo soliti utilizzare.

Nessun dubbio a riguardo, scambiarsi messaggi è una forma di dialogo che ci appartiene profondamente. Se anni fa furono gli SMS a cominciare questa avventura, oggi agli utenti si aprono numerose possibilità di scelta. Sono molteplici le app che permettono oggi di creare chat istantanee, app che lavorano al medesimo obiettivo, comunicare, ma con opzioni e vesti grafiche spesso molto differenti.

Ogni nazione vede una propria app di riferimento, paese che vai app che trovi, potremmo dire: in Cina domina WeChat, in USA Kik. In Italia accanto al “sempreverde” Whatsapp (la più utilizzata) stanno invece facendosi largo altre due applicazioni dalle grandi potenzialità: Telegram e Facebook Messenger.

 

Telegram, l’app per chi ama l’indipendenza

L’ultima arrivata tra le app di messaggistica, un’app che ha da subito riscosso molti consensi soprattutto nell’ambito degli esperti del mondo digital. Sono tante le opportunità, in particolare lato business, che ne hanno fatto innamorare molti professionisti.

Non a caso negli ultimi mesi la crescita di Telegram è stata esponenziale (60 milioni di utenti attivi), scalzando applicazioni ben più “storiche” come WeChat.

Il maggiore plus di Telegram è il suo essere totalmente indipendente, proponendo una continua serie di aggiornamenti e novità interessanti. Una qualità e una stabilità di utilizzo capace di renderlo sicuro e molto amato. Non è un caso che la versione per Apple Watch sia già disponibile da mesi, segno di una capacità di rispondere in tempi rapidi alle necessità degli utenti.

Ma la caratteristica che piace tanto di Telegram è soprattutto la sua attenzione alla privacy, differenziandosi così notevolmente da Facebook Messenger. È possibile creare chat, mandare messaggi “a tempo” in grado di autodistruggersi. E i plus lato riservatezza non si fermano qui. Telegram permette di comunicare con altre persone semplicemente condividendo il proprio nickname, senza quindi svelare identità o numero telefonico.

Telegram è stato la prima app a capire e sfruttare le potenzialità dei bot, chat automatizzate il cui scopo è quello di rispondere alle domande degli utenti. Basta una richiesta specifica ed è possibile ottenere immagini, gif, orari dei cinema e molto altro. Strumenti evoluti che, al di là dello svago, possono essere opportunità incredibili per le aziende. Non è un caso se anche Facebook Messenger ne abbia implementato l’utilizzo.

Il mercato dei bot sta crescendo enormemente e sono in molti a credere che sarà uno dei business più interessanti del prossimo futuro.

Facebook Messenger, il primo amore di Facebook

Facebook Messenger, l’app di messaggistica collegata a Facebook, è da sempre una delle grandi intuizioni del buon Zuckerberg. Un’intuizione che c’era e ha saputo resistere anche all’acquisizione di WhatsApp. Sono tanti i critici che vedevano in questa mossa la possibile morte di Messenger e invece l’app è riuscita crescere e arricchire la sua proposta con nuove funzionalità davvero rilevanti.

Da “accessorio” di Facebook, è diventata un’app stand-alone che può essere utilizzata dagli iscritti al celebre social per comunicare e creare gruppi di chat. Gli utenti (utenti Facebook e basta) possono utilizzare per comunicare tra loro.

Allo scambio di messaggi si sono aggiunti gli stickers, le chiamate audio e video e la gestione avanzata delle singole notifiche, funzioni in grado di completarla e renderla performante.

Di qualche mese fa è l’arrivo del Messenger Code (idea “presa in prestito” da Snapchat), uno speciale codice con inserita la propria immagine profilo che permette con una semplice scansione di far partire conversazioni. Un modo semplice e ad effetto per facilitare uso e diffusione.

Sull’esempio vincente della citata Telegram sono giunti anche qui i bot, con tutte le funzionalità che comportano. L’ampio uso di Messenger, anche lato customer care, apre infatti possibilità incredibili. Uno dei migliori esempi è KLM, che li utilizza per mandare le informazioni sui biglietti aerei acquistati e rispondere ad eventuali dubbi dell’utente.

Non sono tutte rose, però. Facebook Messenger è strettamente connesso a Facebook stesso. Cosa significa? Serve obbligatoriamente un account attivo per utilizzarlo e, come da abitudine di FB, si devono lasciare sul tavolo parecchie informazione sensibili (il numero di telefono o il nome di Facebook) per comunicare con gli altri.

 

 

About matteo.pogliani

Toscano di nascita ma lombardo di adozione, ho cominciato a parlare prestissimo non ho più smesso. Oltre ad essere blogger mi occupo di comunicazione web, in particolare in ambito social media

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