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App e Retail, tra il tip e l’acquisto di mezzo c’è Pass2Ngage

app retail

Che i consumatori usino i propri smartphone prima di decidere un acquisto è cosa risaputa. Ma la domanda che ci facciamo oggi è: come possiamo sfruttare questi device per i punti vendita? Per rispondere analizziamo i dati di inMarket, Doxa e Euclid Analytics.

Uso dello smartphone: i dati del Politecnico

Prima di entrare nel dettaglio è giusto analizzare come e quanto gli utenti usino il proprio smartphone. Per riuscirci Google ha commissionato a Doxa una ricerca che, in collaborazione con il Politecnico di Milano, indaga l’uso del mobile nel percorso d’acquisto analizzando tutte le fasi che portano un consumatore a interagire sia con l’online, che con il punto fisico di vendita.

Il campione è stato di 5.000 persone e il campo di indagine è stato ristretto a 4 settori: Automotive, Retail, Tech e Travel. Ma vediamo i risultati:

  • lo smartphone è considerato una delle 3 fonti principali per recepire informazioni
  • gli smartphone influenzano le scelte di acquisto di 8 milioni di persone al mese e il 30% degli utenti ha usato lo smartphone per cercare informazioni prima di fare un acquisto;
  • lo smartphone viene utilizzato in contemporanea con altri dispositivi ed è fondamentale in settori dove l’e-commerce non è ancora evoluto;
  • il 60% degli utenti usa lo smartphone mentre guarda la TV;
  • il 10% dei bisogni di un prodotto nasce da mobile. Lo smartphone crea un primo stimolo nel consumatore che, se mantenuto, porta alla vendita;

A commentare i dati è anche Guido Argieri, Customer Insight Director di Doxa:

“Grazie a questa ricerca innovativa di Google è stato possibile trovare risultati inediti sul ruolo del mobile nel processo di acquisto. È emerso chiaramente che i micro-momenti in cui si ricorre al dispositivo nelle fasi precedenti all’acquisto sono molto più numerosi di quanto ci aspettassimo, e sicuramente decisivi nell’influenzare la scelta finale.”

Possessori di smartphone e device: i risultati di InMarket

Tornando al nostro focus smartphone-retailer vediamo ora i dati di InMarket. Secondo questo sondaggio effettuato su 2.500 possessori di smartphone americani, un utente tira fuori il proprio smartphone dalla tasca per:

  • 55% delle volte per ottenere informazioni sui prodotti;
  • 14% delle volte per attività di messagging su argomenti legati allo shopping;
  • 12% delle volte per ascoltare musica.

App retailer

Un dato, questo, che viene smentito dallo studio di Euclid Analytics su 1.500 consumatori. Secondo questi ultimi Facebook è utilizzato per una percentuale pari al 35% all’interno dei punti vendita (un dato importante se si considera che Google è usato al 33%) ed è molto probabile che le azioni effettuate all’interno del social network vadano a interessare il processo di acquisto.

app shop

Possessori di smartphone e device: le app dei retail non sono usate

Se hai fatto attenzione alle due immagini avrai notato un dato particolare: l’uso delle app dei retailer è al minimo tra i consumatori. Su inMarket il dato si attesta all’8% mentre sui dati di Euclide Analysis al 25%, valori veramente troppo bassi in un mercato che mette lo smartphone al centro.

Ma perché tutto questo? I motivi potrebbero essere diversi:

  • gli utenti preferiscono altre fonti per cercare informazioni al momento del bisogno;
  • non danno all’utente una motivazione per utilizzarle nel tempo;
  • non hanno contenuti in grado di invogliare l’utente a fare download.

Come inserirsi in maniera proattiva nella costumer journey dell’utente e creare un touch point fisso? Il primo passo è intercettare il cliente con soluzioni drive to store combinate al proximity marketing, il secondo è invogliarlo a entrare nello store con action come Digital Coupon e/o Event ticket, il terzo è sfruttare questo nuovo touchpoint nel tempo. In una sola parola Pass2Ngage.

 

About davide.tran

Co-founder di AdKaora, mi occupo da sempre di performance, soluzioni digitali innovative ed analisi di dati. Nella consapevolezza di essere un digital fighter.

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