Home / Digital Marketing / Bloccare la pubblicità sul web: Adblock e non solo

Bloccare la pubblicità sul web: Adblock e non solo

bloccare la publicità web

Bloccare la pubblicità dei siti web, sembra questo l’obiettivo principale di molte aziende, ma perché? Quali sono le motivazioni? Quali sono gli interessi nascosti (ma neanche più di tanto)? Qual è lo scenario futuro dell’advertising mobile?

Ad Agosto 2015 Pagefair ha pubblicato “The 2015 Ad blocking Report” ecco I dati più salienti:

  • 22 miliardi di dollari: è quanto hanno perso gli inserzionisti a causa del blocco della loro pubblicità.
  • 198 milioni di utenti: hanno attivo un sistema di adblock
  • Crescita del 41%: questa è la quota in più, negli ultimi 12 mesi, di utenti che utilizzano sistemi di ad-blocking
  • Settordicimila: i santi chiamati in causa dagli editori disperati.

Blocco della pubblicità online: ultime news

Il gruppo 3 ha annunciato che sta collaborando con Shine Technologies per l’implementazione sulle proprie reti di un sistema per il blocco della pubblicità sui dispositivi mobili. L’iniziativa partirà in Italia e in Inghilterra.  A differenza dei sistemi “ad-blocking” basati su App, quello creato dal gruppo 3, almeno stando alle loro dichiarazioni, dovrebbe essere più efficiente e bloccare un numero maggiore di banner pubblicitari senza alterare l’esperienza e la velocità di navigazione.

Quali sono le motivazioni che portano il Gruppo 3 a bloccare la pubblicità?

Essenzialmente  3 (the magic number)

  1. Risparmio economico: i clienti non dovrebbero pagare per l’utilizzo dei dati consumati per visualizzare la pubblicità sul dispositivo mobile. Questi costi dovrebbero essere a carico degli inserzionisti.
  2. Privacy e sicurezza: bloccare quegli inserzionisti che utilizzano la pubblicità per appropriarsi dei dati dei clienti senza che questi ultimi ne siano a conoscenza o abbiano dato il proprio consenso.
  3. Interesse: il cliente dovrebbe visualizzare solo pubblicità interessante, non eccessiva e che non rovinii la sua esperienza di navigazione.

Adblock, cosa fa in merito Apple?

Apple è attivissima su questo fronte e non si ferma solo alla pubblicità presente nei siti. Infatti Ale Agostini, amministratore di Bruce Clay EU, durante l’evento SEO&Love del 19 Febbraio a Verona, ha presentato un interessante scenario in cui Apple potrebbe bloccare addirittura la pubblicità Adwords nei risultati delle ricerche Google. Adwords rappresenta per Google un’autentica gallina dalle uova d’oro, i ricavi stimati nel 2015 ammontano a 70 miliardi di dollari di cui 9 passano attraverso dispositivi Apple. Ecco quest’ultimi potrebbero andare in fumo presto, Apple infatti vorrebbe bloccarne la visualizzazione. Questo apre scenari molto interessanti, che analizzerò più avanti nelle conclusioni.

Cosa  faranno gli editori?

Al momento dormono e quando si svegliano borbottano: “ma insomma  cosa volete? I giornali cartacei non li comprate più, vi facciamo la versione online gratuita e voi ci rompete le scatole per la pubblicità? Ma come campiamo? Ma quando ti guardi un film su Sky, che hai pagato per vederlo e ti mettono pure la pubblicità, tu cosa fai? Allora adesso chiediamo alla Samsung oppure LG di oscurare la pubblicità di Sky quando visualizzata sui loro dispositivi TV! Insomma ok regolamentare, ma noi dobbiamo mangiare, poco, ma dobbiamo mangiare!”

Adblock: scenari futuri

Non sono un nostalgico. Per me non vale il detto “si stava meglio quando si stava peggio”. Dovrebbe essere per chiunque si occupi di marketing: bisogna adattarsi ai cambiamenti e coglierne le opportunità. Ad esempio se Apple  effettivamente bloccherà la pubblicità Adwords potrebbe essere una ghiottissima  occasione per avere visibilità tramite i risultati organici, quindi conviene ottimizzare il proprio sito web mobile.

Tutti questi  sforzi per bloccare la pubblicità dei siti web (più o meno disinteressata… ci tornerò presto con un post dedicato) probabilmente porterà a queste conclusioni:

  • Per vedere un contenuto su un sito web dovremo disattivare l’adblock oppure pagare. Lo scenario più ovvio e forse quello meno efficace.
  • Assisteremo ad un graduale cambiamento dei modi di fare pubblicità: meno banner e più native advertising. Avremo più articoli che pubblicizzeranno quel prodotto o servizio piuttosto che un semplice banner, in questo modo l’adblock non potrà fare nulla. A mio avviso rappresenta un’altra ottima opportunità. Vincerà chi saprà dosare contenuti utili per l’utente e la proposizione intelligente di servizi e prodotti.

È un argomento complesso, in continua evoluzione e sicuramente ne riparlerò a breve.

 

About salvatore.russo

Direttore Marketing, Digital Marketing Strategist, Autore di libri sul Marketing Digitale, Papà di SEO&LOVE e 3 figli stupendi.

Check Also

multichannel marketing

L’utente è sempre più multicanale, che significa?

Attraversiamo una fase di grande cambiamento, i consumatori entrano in contatto con diversi touchpoint e …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *