Home / Programmatic / Mobile Programmatic Buying: gestire i dati

Mobile Programmatic Buying: gestire i dati

programmatic buying

Come gestire le innumerevoli informazioni quando si eroga una campagna mobile?

Negli articoli precedenti dedicati al Mobile Programmatic Buying abbiamo parlato di come scegliere i giusti partner e come settare la campagna, ora ci occupiamo dei dati. Dicono che i dati siano il petrolio del 21 ° secolo, ma è necessario saperli analizzare ed usarli, ma prima di tutto catalogarli. Qui di seguito ci sono solo alcuni insight sui vari tipi di dati, e perché ognuno è potenzialmente prezioso per il vostro marketing.

Mobile Programmatic Buying: dati di prima parte

Per un’inserzionista i “dati di prima parte” sono tutti i dati proprietari, come lo storico di precedenti campagne, le azioni compiute dagli utenti nel sito internet, nella piattaforma e-commerce, sui canali social oppure sull’app. Sono importantissimi anche i dati offline come le informazioni provenienti dai negozi fisici oppure call center.

I dati di prima parte sono raccolti solitamente via cookie tagging (o SDK nel caso in-app) che riescono a tracciare le pagine internet e in app attraverso un sistema di tracciamento tecnologico. I dati possono essere sincronizzati in tempo reale con la DMP (Data Management Platform) che raccoglie questi input e li rielabora in segmenti attivabili per la targettizzazione. I dati di prima parte rappresentano un gran numero di informazioni di marketing che possono essere usate anche per campagne in programmatic, costituendo un buon deterrente per acquisite insights sull’audience ideale da targhettizzare.

Mobile Programmatic Buying: dati di terze parti

I dati proprietari rappresentano informazioni molto importanti, ma il loro valore aumenta se mixati con l’audience di fornitori terzi.

I dati di terza parte sono dati che vengono comprati e scambiati dai data provider ed exchange per poi rivenderli a tecnologie e buyer. Queste aziende raggruppano, immagazzinano, distribuiscono e vendono i dati di terza parte per arricchire le informazioni sui segmenti che l’’advertiser ha già “in pancia” o è interessato ad usare nelle sue campagne.

Il beneficio primario della DMP è appunto il bacino di dati che riesce a reperire e a trasformarlo in dati utili per erogare la campagna di comunicazione. È utile per il targeting basato sui comportamenti e le variabili sociodemografiche degli utenti ed hypergeolcation (con coordinate geografiche).

Essendo dati di terza parte, non sono vendibili in esclusiva ciò vuol dire che altri buyers potrebbero accedere agli stessi dati.

Mobile Programmatic Buying: dati di seconda parte

Oltre alle due tipologie di dati descritte in precedenza, ci sono i dati di seconda parte, che sono informazioni che provengono da una connessione diretta con un altro player o semplicemente i dati di campagna una volta che è live.

I dati di seconda parte sono qualsiasi dato che si genera/raccoglie nelle attività di media buying. Rappresentano dati di seconda parte i cookies ed IDFA di retargeting, hypergeolcation (con coordinate geografiche) e quelli che seguono l’utente durante la sua user journey.

Se sei un inserzionista, prima di correre ed investire in una tecnologia DMP, devi capire che strategia applicare e che categorie di dati e segmenti fanno per te. Le DMP sono un contenitore di dati, e se utilizzate con intelligenza, diventano un asset importante che ti permette di raggiungere il tuo target audience ovunque si trovi, anche in movimento.

E tu che dati stai sfruttando per le tue campagne?

About riccardo.guggiola

Check Also

programmatic mobile buying

Mobile Programmatic Buying: settare la campagna

Istruzioni d’uso per gli inserzionisti – Seconda Parte L’obiettivo di questa serie di post è …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *